Autismo. Cosa possono fare gli insegnanti in classe

comunicareAutismo. Cosa possono fare gli insegnanti in classe

di Maria Caccetta

Per Disturbi dello spettro autistico si intende una serie di disturbi che colpiscono le abilità sociali e di comunicazione e, in misura differente le abilità motorie e linguistiche. Si tratta di uno spettro variabile, che può comprendere sia persone con alto quoziente intellettivo che con ritardo mentale. All’interno dello spettro autistico, infatti, troviamo diverse diagnosi, che vanno dalla Sindrome di Asperger, che definisce persone ad “alto funzionamento”, al Disturbo autistico, che descrive invece persone con grave disabilità verbale ed intellettuale.

Le cause risultano ancora sconosciute, tuttavia molteplici ricerche evidenziano che esiste una multifattorialità di cause genetiche, organiche o acquisite precocemente che, in modi diversi, potrebbero giustificare l’insorgenza del disturbo autistico e che vanno ulteriormente indagate.

Le insegnanti curriculari e di sostegno oggi più che mai sono chiamate a rispondere in maniera adeguata ai differenti bisogni di questi bambini, senza essere supportate né, molto spesso, avere una formazione specifica. I bambini affetti da questo disturbo richiedono tanta energia, attenzione e lavoro a chi gli è accanto, ma soprattutto richiedono “strategie di gestione specifiche” per stabilire una relazione positiva che ne favorisca gli apprendimenti.

In questo articolo, voglio dare alcuni suggerimenti agli insegnanti, ma anche a tutte le altre figure che gravitano intorno ai bambini con disturbi dello spettro autistico, che molto spesso si sentono impotenti e incontrano notevoli difficoltà.

Di seguito puoi trovare alcune delle strategie utili per promuovere la Comunicazione, per affrontare le problematiche comportamentali e per favorire l’apprendimento in classe .

Il bambino autistico generalmente mostra forti difficoltà a stabilire e mantenere un contatto visivo con le persone che entrano in relazione con lui, pertanto è necessario, quando si intende  interagire con lui:

–  Stabilire e mantenere un contatto oculare e spronare il bambino a fare altrettanto;

Parlare in modo chiaro e servendosi dell’ausilio di immagini in caso di difficoltà linguistiche;

Il bambino autistico spesso ha rituali ed abitudini molto rigidi e può reagire alle rotture e/o alla forzatura di tali rigidità con improvvise crisi e scoppi d’ira; è pertanto improduttivo e dannoso tentare di forzarlo bruscamente a modificare le proprie abitudini, bisogna:

Rispettare i suoi tempi e non richiedere troppi cambiamenti improvvisi

Strutturare la sua giornata in modo chiaro, pianificando in anticipo le attività

– Rivolgersi a lui in modo calmo e chiaro

Usare la strategia del SE-POI, piuttosto che interventi correttivi e/o punitivi (se farai questo, poi succederà quest’altro), per promuovere nel bambino lo sviluppo di una riflessione sulle conseguenze delle proprie azioni:

Promuovere la strategia di imitazione dei pari per ottenere i comportamenti adeguati e desiderati da parte del bambino

Suddividere un compito in sequenze semplici;

Utilizzare il canale visivo per l’apprendimento, avvalendosi di schemi,tabelle e immagini.

In generale ricordarsi di rispettare i tempi e le modalitàdi comunicazione visive, piuttosto che verbali, ma tentare cmq di integrare entrambe.

 

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bellissimo e molto utile, grazie

Complimenti per la chiarezza…sono strategie che condivido e utilizzo quotidianamente…
Attualmente lavoro con un rag. autistico e personalmente, visto i risultati ottenuti fino ad oggi, aggiungerei ai vs consigli anche l’uso del computer, sia per migliorare le abilità strutturali di base che quelle comunicazionali, motorie e ling.espressive.
Saluti
Mich.

Si, è molto utile, sto lavorando con un bambino autistico, utilizzo, in parte le strategie consigliate, a volte si ottengono risultati a volte no, devo dire che gli voglio molto bene e lui ne vuole a me. Sono un’insegnante di matematica e scienze che sta affrontando nel migliore dei modi la situazione, sfruttando l’esperienza di anni di insegnamento e ” il cuore”. E’ importante credere in ciò che di fà, solo così si possono ottenere risultati. Auguri di Buon Natale

Grazie Carmela del tuo feed-back e buon Natale anche a te : )!

Trovo i suoi articoli molto utili spiegano quali difficolta l autistico potrebbe avere e perché e poi come cercare di affrontarle, é spunto di riflessione x poter affrontare il rapporto con piu energia e motivazione.grazie.

Sono strategie che conosco e utilizzo, ma trovo utile ritrovarle in questa forma schematica e chiara pre tutti.
Grazie.

Ho condiviso queste strategie con un caso di Asperger. La vostra presentazione è molto chiara ma nella realtà le difficoltà si moltiplicano. Soprattutto sono casi da gestire sempre senza pensare che abbiano una certa autonomia. e se l’insegnante di sostegno dovesse assentarsi, bisogna pensare al ragazzo prima che alla classe prevedendo attività centrate su di lui. Si spazientiscono facilmente. Grazie per i vostri contributi sempre molto interessanti.

Ho un’esperienza di insegnamento con un bambino autistico di 11 anni. Non parlava e raramente guardava negli occhi. Un giorno ha cominciato a gridare e a rincorrere un compagno in classe. L’ho richiamato e ho ordinato al compagno di fermarsi e di stare tutti in silenzio. Mi sono avvicinata a lui lentamente e porgendogli la mano, l’ho invitato a seguirmi, ci siamo seduti ed è tornata la calma. Un caso, le tecniche, il buonsenso? Non so forse l’aver stabilito un rapporto di vicinanza precedentemente, ha fatto si che la situazione si risolvesse per il meglio. E comunque concordo: bisogna voler bene e usare le tecniche per aiutare gli autistici.

Sono sicuramente strategie giuste ma personalmente ritengo sia opportuno che le insegnanti abbiano una formazione specifica in materia di autismo. Le opportunità per imparare a scuola per i bambini autistici sono infinite e se si conosce come apprendono (perchè apprendono) possono fare passi da giganti. Ci vuole disponibilità collaborazione e formazione per tutte le persone che seguono il bambino.

Semplice e lineare. Grazie per il sostegno che ci date con questi utili consigli.

l’articolo e molto interessante e utile
grazie

l’articolo è molto interessante e utile.
grazie

utile e semplice,
sarebbe interessante proporre questi brevi descrizioni sul cosa fare in classe anche per ADHD, DOP, DOWN, COMPORTAMENTI PROBLEMA….in generale sulle principali categorie di BES visto che viene pure chiesto dalle università nelle prove di ammissione ai corsi di specializzazione per il sostegno didattico. Ad esempio a Trento nella prova scritta era richiesto di parlare degli Asperger ed in altri casi le varie tipologie di BES sono state chieste nella prova orale.
Cordiali Saluti
Lorenzo

Ho un caso di questo tipo e penso che la cosa fondamentale sia la relazione attraverso la quale l’alunno possa sentirsi al sicuro, possa sentirsi sereno di apprendere nel pieno rispetto di tempi e modalità che gli sono propri. Grazie dei suggerimenti grazie ai quali ho potuto verificare l’esattezza di interventi che già sto attuando e che mi stanno dando dei risultati davvero spettacolari.

È interessante, personalmente conosco tale metodologia ma nelle realtà scolastiche poco conosciuta e pochissimo applicata nella scUn giorno un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:
«Sono cieco, aiutatemi per favore»
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello.
Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi
avesse annotato.
Il pubblicitario rispose:
“Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo”.

Sorrise e se ne andò.

Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
«Oggi è primavera e io non posso vederla».

Morale:
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

Inviala a quelle persone che secondo te meritano di vedere la primavera e a tutti quelli che tu vorresti vedere SEMPRE sorridere, perché il loro sorriso renda migliore questo mondo.

Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità, rispondi che l’Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti….

Per scoprire il valore di un anno, chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all’esame finale.

Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.

Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all’editore di una rivista settimanale.

Per scoprire il valore di un’ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.

Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l’aereo.

Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.

Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento..

Il tempo non aspetta nessuno. Raccogli ogni momento che ti rimane perché ha un grande valore. Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante.

L’origine di questa poesia è sconosciuta ma porta fortuna a coloro che la mandano in giro (e poi è carina!).
Non tenerla per te, ma inviala a tutti quelli a cui auguri Fortuna!uola dell’infanzia. Molti bambini potrebbero arrivare in prima elementare con con apprendimenti acquisiti rispetto alle prove potenzialità. Ma nella realtà i dati di alcuni contesti non vengono definiti ne quindi perseguiti obiettivi educativi o di apprendimento.

molto bella la tua email e ancor più bella la poesia che ci hai inviato ; aiuta , nella sua semplicità, a riflettere su quanto poca importanza si dà al quotidiano.Lo chiamiamo routine,ma se gli cambiamo il nome in VITA, non si cambia solo il senso ,ma la strategia di muoversi serenamente in un mondo che a volte non piace. Pascoli diceva che le piccole cose della vita (un raggio di sole, un sorriso,una bella giornata e si potrebbe continuare…) vanno apprezzate perchè solo così si diventa grandi e forti.

Leggo sempre tutti gli articoli che trovo molto interessanti. Un pensiero sull’autismo: spesso la scuola non riesce ad affrontare tutte le problematiche legate a questo disturbo poichè manca una preparazione specifica e non si può lasciare tutto al caso o all’improvvisazione. I genitori dei bambini autistici lottano quotidianamente con questa realtà e spesso questi bambini sono esclusi da molte attività proprio perchè non si sa gestire i loro comportamenti e la loro imprevedibilità, a seconda di come percepiscono l’ambiente attorno a loro. Bisogna solo aiutarli nel giusto modo e con la preparazione adeguata, permettere loro di essere se stessi anche se diversi. Per me la scuola deve fare ancora tanto! Ma mai arrendersi. Cordiali saluti e auguri di Buone Feste.

Grazie per la chiarezza espositiva e la sintesi! Sostenere adeguatamente un bambino autistico occorre molto amore e infinita COMPETENZA.

Ho avuto una supplenza sul sostegno pur non possedendo il titolo. Mi trovo a seguire un ragazzo autitisco di 11 anni. Vi confesso che sono spaventata perchè con lui non riesco a stabilire alcun rapporto. Sin dal primo giorno ho ricevuto calci e graffi e, soprattutto, devo inseguirlo spesso per evitare che scappi da scuola. Il collega che sostituisco mi hanno riferito che lo teneva calmo solo facendogli guardare dei video al tablet o portandolo da solo in palestra. Non riesco ada avere con lui un contatto visivo e penso che nella scuola primaria il ragazzo non sia stato seguito perchè rifiuta ogni tipo di attività. Ho portato dei giochi che puntualmente mi ha scaraventato per terra. Non sa scrivere e si rifiuta di impugnare la penna. Riconosco che ci vuole molta pazienza e forza d’animo e soprattutto moltissima esperienza e preparazione.

Sono un’ insegnante curricolare e nella mia classe è inserita una bambina epilettica e autistica di livello medio/lieve. E’ il secondo anno che la seguo, insieme all’insegnante di sostegno e all’AEC che ha ottenuto solo da quest’anno, a causa dei tempi lunghissimi che occorrono per arrivare al riconoscimento dei diritti relativi alla L.104. Fra tutti coloro che ruotano intorno a lei, nonostante io sia la più anziana, mi vede come figura di riferimento e in classe sta veramente bene e, soprattutto, nei momenti dedicati alla socializzazione l’occhio inesperto non si accorge di nulla. Una cosa importante che sono riuscita a fare, forse dovuta ai tanti anni d’insegnamento, è il rapporto instaurato con la mamma sulla quale, molto spesso, devo intervenire per aiutarla a superare le tante insicurezze e il senso d’impotenza accumulati nelle ore della quotidianità. Non ho una laurea in psicologia ma sono un’ex docente di sostegno e mettendo insieme a ciò anche tanta passione per il lavoro che svolgo, riesco ad ottenere qualche “passettino in avanti” che, nel nostro lavoro è una grossa spinta. Comunque per noi è indispensabile un’adeguata formazione perché non possiamo ignorare che per ogni bambino che ci viene affidato bisogna usare strategie diverse. Oggi la maggior parte degli alunni manifesta difficoltà più o meno gravi e non sempre attribuibili ad una patologia specifica ma bensì a situazioni famigliari disastrose e quando in una classe viene inserito un bambino autistico bisogna saper creare un giusto equilibrio affinché tutti a scuola stiano volentieri e lavorino con piacere. Sono stata un po’ prolissa ma comunque ringrazio la dott.ssa Anna e tutti i colleghi da cui riesco ad avere conferme e a prendere spunti per andare avanti. Buon Natale a tutti e speriamo in un Nuovo Anno migliore.

Molto utile e interessante! Complimenti!

Siete preziosi, grazie!

Molto utile e chiaro. Ce ne vorrebbero di simili per le altre disabilità e/o difficoltà. Grazie

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