di Jennifer Virone

Nella vita di tutti i giorni stare fermi viene spesso associato a qualcosa di negativo, da evitare. Se stiamo fermi non facciamo errori ma non scopriamo neanche nulla di nuovo, non corriamo rischi ma non mostriamo nemmeno coraggio. Addirittura Dante nella Divina Commedia “condanna” questo stile di vita: gli ignavi sono coloro che non hanno mai agito e che per questo sono condannati a vagare senza sosta. Muoversi è la punizione infernale destinata a chi non si è mosso in vita.

Senza dover ricorrere all’Inferno di Dante possiamo comunque osservare che quando si sta fermi la vita sembra più monotona, ci si può annoiare e sentire prigionieri della propria routine. Ci si protegge allora coltivando passioni, proteggendo sogni, costruendo progetti. Muovendosi, per non restare immobili.

A volte bisogna però capovolgere le prospettive…

Prendiamo spunto dal film “Jurassic Park”: il T-Rex è un animale gigantesco e terrificante, il suo morso è potentissimo e la sua forza distruttiva. Vedendolo si muore di paura, si crede di non avere scampo. Eppure il T-Rex ha un punto debole: vede solo quello che si muove, sente gli odori ma non vede bene. Può percepire lo spostamento di calore e di energia ma se si resta fermi si è al riparo.

Possiamo associare il coronavirus ad un pericoloso T-Rex. Non è forse terrificante? La capacità di diffusione non lo rende anche gigantesco? La sua potenza non può essere considerata distruttiva? Può ferirci e sicuramente spaventarci molto. Davanti ad una situazione di tale portata ci sentiamo inermi e possiamo perdere la lucidità.

L’unica arma a disposizione è quella che potremmo definire creativamente “mossa del T-Rex”: dobbiamo stare fermi. Questa soluzione può sembrare assurda, farci sentire ancora più impotenti, ma così come nel film di Spielberg, qui la strategia vincente diventa non muoversi. Con la differenza che tutto questo per noi è reale.

Non è una situazione di facile comprensione per gli adulti, figuriamoci per i più piccoli. Vediamo qualche utile esempio per spiegare l’importanza di stare fermi anche a loro.

  • La tartaruga, quando deve proteggersi o andare in letargo, ritrae zampe e testa nella corazza, resta chiusa nella sua “casa” e in questo modo si sente al sicuro.
  • Restare in casa è come giocare a “un due tre…stella”: mentre il capogioco conta di spalle, i giocatori possono muoversi; devono immobilizzarsi quando questi si volta a guardarli, pena il tornare al punto di partenza. È come se in questo momento ci trovassimo nella fase “stella”: chi riesce a stare fermo fino alla fine vince il turno; chi si muove, invece, torna indietro.

Certamente, occorre tenere presente che la vita in quarantena può amplificare i contro dello stare fermi: monotonia, noia, routine asfissianti. È bene però sottolineare che dobbiamo stare fermi solo fisicamente. Possiamo ancora continuare a proteggerci dedicandoci alle passioni e ai progetti.
Da dove iniziare?

  • Pianifica e scandisci le tue giornate, individuando momenti per lavorare, studiare o sistemare casa e altri dedicati al relax;
  • Non dimenticare che anche se stai fermo/a, il tuo corpo continua a esistere: prenditene cura;
  • Datti degli obiettivi: promuovi la tua professione, segui un programma di allenamento fisico, declina un hobby in un progetto concreto. Scegli l’obiettivo che fa per te e trova la strada per perseguirlo;
  • Chiedi aiuto se hai bisogno: non potersi incontrare con gli altri non significa non poter contare su nessuno.