Includere con la LIM

LIMdi Laura Dominijanni

Le classi di oggi sono gruppi composti  da “diversità” sempre più evidenti: economiche, sociali, culturali, fisiche, cognitive. Affinché diventino una ricchezza, però -come si sente ormai dire a mo’ di slogan ed è effettivamente auspicabile che sia!-  è necessario che vengano “viste” e valorizzate. 

A scuola questo vuol dire in primo luogo utilizzare una didattica inclusiva, affinché a ciascun alunno sia data la possibilità di partecipare appieno sia al processo di apprendimento che al contesto sociale e relazionale della classe, portando la propria diversità come una risorsa che – mi sia concesso il gioco di parole – può fare la differenza. Questo è un ulteriore passo in avanti rispetto alla logica dell’integrazione, che punta invece a “portare” l’alunno con disabilità dentro al gruppo dei presunti “normodotati”: le diversità (certificate e non) sono tante e richiedono un contesto che possa includerle, in cui avere cioè uno spazio di espressione e a cui dare esse stesse forma. La recente normativa sui  Bisogni Educativi Speciali (direttiva ministeriale del 27/12/2012) come sappiamo, punta proprio ad ampliare il range delle situazioni a cui prestare attenzione e a cui offrire, quindi, risposte didattiche “personalizzate”.

Ora, gli inseganti chiedono continuamente e giustamente: “come e cosa fare” nella prassi quotidiana in classe? 

Può sembrare difficile, o comunque molto faticoso, trovare strategie che includano tutti gli alunni nel processo di apprendimento e socializzazione. Eppure esistono diversi possibili strumenti!  

Qui prendiamo in considerazione la LIM: negli ultimi anni, tramite iniziative nazionali di carattere ministeriale o iniziative locali, ne  sono state installate nelle scuole italiane alcune migliaia. Nonostante ciò, si tratta di uno strumento ancora poco usato e conosciuto nelle sue enormi potenzialità. 

COS’E’ E COME SI PUO’ USARE LA LIM?

La LIM è una superficie interattiva sulla quale – grazie al collegamento con un proiettore – viene riprodotta l’uscita video di un computer. Non si tratta dunque di una lavagna semplicemente “più comoda” della tradizionale superficie di ardesia: la sua particolarità è che, tramite metodologia “touch screen”, consente ad alunni e insegnanti di interagire direttamente con i contenuti (testi, video, immagini, etc.) che appaiono sullo schermo. 

Con la LIM, se adeguatamente utilizzata, in una logica inclusiva, si può:

  • facilitare l’attenzione e la partecipazione degli alunni (specie quelli con BES, ma non solo: anche i cinestesici, per esempio, possono trarre beneficio dalla maggiore “fisicità” del mezzo); 
  • realizzare attività didattiche individualizzate per alunni BES, attraverso azioni di sostituzione (es.: uso di canali comunicativi alternativi a quello deficitario) facilitazione e semplificazione dei materiali (uso di mappe cognitive, immagini significative, etc.), anche in collaborazione con i compagni di classe;
  • facilitare operazioni metacognitive di riflessione (individuale o in gruppo) sul proprio operato, grazie alla possibilità di archiviazione e recupero dei lavori svolti (salvati in appositi file);
  • promuovere l’apprendimento cooperativo e sociale, grazie al contesto corale in cui si colloca e attraverso lavori in piccoli gruppi o coppie.

Dunque un alunno audioleso potrà essere “raggiunto” da testi, immagini, video e interagire con essi; un alunno con ADHD potrà gratificare il proprio bisogno di uscire dalla staticità della lezione frontale seduto al banco, “manipolando” i contenuti proposti; un bambino DSA potrà compensare la difficoltà di lettura con l’utilizzo di programmi di sintesi vocale; un alunno “normodotato” potrà sperimentarsi nel ruolo di tutor accrescendo la propria autostima; ciascuno potrà esercitare le proprie capacità autoriflessive guardando il lavoro svolto. 

In altre parole, la LIM non è un semplice strumento di presentazione di contenuti, bensì uno spazio in cui i materiali possono essere modificati, completati, smontati, elaborati, problematizzati… Le potenzialità applicative sono enormi, per tutte le materie: gli alunni sono chiamati ad interagire con i contenuti, con lo strumento e tra di loro.  

Inoltre la lavagna Interattiva Multimediale ha l’enorme vantaggio di utilizzare codici comunicativi “naturali” per i cosiddetti “nativi digitali”!

Ovviamente, come tutti gli strumenti, c’è il rischio che venga mal utilizzata o “abusata”: per esempio se l’insegnante propone un uso eccessivo di collegamenti ipertestuali e ipermediali che sovraccaricano i processi attentivi o se viene proposta come risorsa “specifica per” alunni con difficoltà (es.: laboratori di recupero per i DSA), andando così a sancire la diversità invece di includere le differenza di tutti in una didattica comune.

In altre parole, per quanto paradossale, la logica deve essere “diversificare per unire” e non per isolare ed etichettare!

Gli insegnanti hanno dunque tra le mani uno strumento dalle enormi potenzialità.

Due gli aspetti che invitiamo a non trascurare per sfruttarlo al meglio:

– fare percorsi di formazione per imparare a usare la lim

– prevedere una rigorosa programmazione condivisa tra docenti curriculari e di sostegno 

Detto ciò…buon lavoro interattivo e multisensoriale a tutti! 😉

% Commenti (1)

Molto interessante. Ci vorrebbe autorizzazione ad un programma di recupero, in caso di adulti diciamo.. sospettati ex bambini ADHD, per non sfociare nella violazione privacy. Tuttavia perdonabile, volendo considerare timori per eventuali rischi a livello professionale o di immagine o chissà, danni informatici o equivoci. Paradossale appunto, cadere in errore per evitare errori o per difesa. Fra adulti si risolve facilmente comunicando e considerando opzioni e varianti. O assumendo qualcun altro, senza diventare .. OPPOSITIVI.

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