Genitore di un bambino oppositivo? ecco come migliorare la relazione!

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di Enrica Ciullo

In questo articolo ti parlerò di bambini con comportamenti oppositivi e provocatori e delle loro interazioni con i genitori.  Ti suggerirò dei punti chiave su cui lavorare per migliorarne la qualità e riflettere su alcuni errori che involontariamente puoi commettere.

Innanzitutto è bene chiarire che, si può parlare di un vero e proprio disturbo oppositivo provocatorio(DOP), quando ci troviamo in presenza di un comportamento provocatorio e negativistico persistente per almeno 6 mesi con relative conseguenze sul funzionamento sociale e adattivo. In realtà questi bambini ottengono nella maggior parte dei casi una diagnosi in età preadolescenziale (relativamente tardi) acquisendo i criteri di un disturbo della condotta.

I bambini con DOP manifestano una serie di comportamenti che hanno alla base un atteggiamento collerico, sfidante e litigioso. Essi infatti spesso litigano con gli adulti di riferimento, si rifiutano di seguire e rispettare le regole o le richieste da parte degli stessi, disturbano gratuitamente, sono spesso rancorosi e irrispettosi. Inoltre, non riescono ad ottenere risultati positivi in diversi contesti: cura di sé stessi, interazioni sociali con i familiari, con i pari.  Non accettano responsabilità appropriate alla loro età. Al comportamento del bambino si accompagna una condizione significativa di stress emotivo e angoscia sia del bambino che dei suoi genitori.

In genere i bambini oppositivi mostrano una povertà di qualità nelle relazioni di attaccamento ai loro genitori, che molto spesso provvedono in modo inconsistente e inefficace incrementando il comportamento deviante.  La povertà di attaccamento, l’imprevedibilità delle conseguenze e il rinforzare inavvertitamente il comportamento oppositivo può a volte servire a mantenere il comportamento provocatorio nelle interazioni future. 

Cerchiamo di capire come mai un povero genitore, finisce con l’entrare in un circolo vizioso tale per cui, senza volerlo, rinforza i comportamenti negativi del figlio. Quando i bambini non osservano le regole e le richieste dei loro genitori, specialmente quando si rifiutano di obbedire, essi agiscono attraverso la collera e si impegnano in aggressioni a volte sia verbali che fisiche. È  sicuramente difficile per i genitori non intervenire su tale comportamento. Quando l’intervento o l’attenzione è però negativa questo fa sì che l’ostilità del bambino si esasperi ulteriormente. (Ad esempio, comprando al bambino un gioco per il quale è stato fatto un capriccio è sicuramente un modo ovvio per accelerare l’acquisizione e il mantenimento del comportamento provocatorio!) 

In altre occasioni, anche il lassismo può contribuire alla presenza di sintomi del DOP durante lo sviluppo, trasmettendo il messaggio che non ci saranno conseguenze negative a quel comportamento. 

È dunque opportuno che i genitori imparino a prestare attenzioni positive e a fornire ricompense rinforzando solo i comportamenti pro-sociali. 

Alcuni genitori riportano che, a volte, anche quando premiano i loro bambini o evidenziano i loro comportamenti positivi  questo provoca comunque un’esplosione negativa. Questo porta il genitore ad adottare un comportamento del tipo “non toccare il can che dorme” quando notano che il figlio ha un comportamento accettabile. 

È possibile che questo accada, poichè il bambino ha bisogno di una relazione più “intensa” con il genitore, e l’attenzione negativa, è sicuramente un entrare in relazione in maniera più prolungata e coinvolgete, piuttosto che solo con un riconoscimento positivo momentaneo.

Un’altra ragione per cui i genitori non  rinforzano positivamente i loro figli è che essi fanno esperienza di interazioni poco piacevoli, e quindi sceglieranno di evitare di interagire quando è possibile. Spesso genitori di bambini cronicamente oppositivi sviluppano rancore nei riguardi dei loro figli tale che essi non scelgono di premiarlo quando si comporta bene. Questo porta inevitabilmente il genitore a trascorrere meno tempo libero e sicuramente in modo meno ricreativo col bambino semplicemente perché non è piacevole. 

È possibile che i genitori di bambini oppositivi specialmente quelli a rischio di sfociare in una delinquenza osservino sempre meno le attività dei loro figli e sempre meno intervengono sui comportamenti inaccettabili per evitare confronti ulteriori (“fuori dalla vista, fuori dalla mente”.) Questo spiega perché i genitori sembrano ignorare anche in loro presenza un comportamento negativo, comportamento che per altri genitori comporterebbe una reazione volta alla correzione. Questi genitori forse non investono più nel ruolo genitoriale, a volte perché sono diventati genitori troppo giovani, oppure perché sono genitori single o con un’immaturità sociale o intellettiva o perché possono anch’essi avere disturbi psicologici. 

Qualunque siano le origini e le cause, un declino del controllo genitoriale sulle attività del figlio è associato generalmente allo sviluppo di alcune delle fasi più serie di disturbo della condotta che includono comportamenti antisociali come aggressioni fisiche. I genitori spesso puniscono anche i comportamenti pro sociali positivi. Fanno spesso complimenti ambigui al figlio per aver fatto finalmente qualcosa in modo corretto, come quando sottolineano sarcasticamente “Era ora che riordinavi la tua camera, avresti potuto farlo anche ieri”. 

Per tutte queste ragioni a volte i non intervengono in modo appropriato ed efficace.

Se sei un genitore di un bambino con DOP dovrai riflettere e lavorare su alcuni punti per poter migliorare la qualità delle vostre interazioni e favorire la sperimentazione di emozioni positive al bambino tali che placheranno tensioni e stress a cui è sottoposto frequentemente:

  • Migliorare in generale il valore dell’attenzione, in particolare motivando e rinforzando il comportamento positivo del bambino;
  • Migliorare l’attenzione positiva e le motivazioni che spingono alla collaborazione, diminuendo le punizioni accidentali; 
  • Incrementare l’utilizzo di punizioni leggere, prevedibili, immediate ed efficaci; 
  • Assicurarsi che il bambino non abbandoni le attività in corso dopo una richiesta (eventualmente questa viene discussa e concordata con il bambino);
  • Ridurre la frequenza di comandi ripetitivi per evitare ritardi e indugi;
  • Riconoscere e terminare rapidamente le interazioni fortemente ostili e negative con il bambino;
  • Assicurarsi che essi non regrediscano dopo una strategie punitiva;  

Tutto ciò serve a ridurre l’imprevedibilità delle azioni genitoriali e garantisce che il comportamento coercitivo e negativo del bambino risulti inefficace nell’evitare le richieste e le regole impartite.

 

% Commenti (7)

Buongiorno volevo capire il bambino con ADHD può anche essere anche DOP perché mio figlio gli è stato riscontrato il disturbo dell’ADHD ma
mi ritrovo molto anche con i comportamenti dei bambini con il disturbo Dop

Buongiorno..mi sorge una domanda…e se i genitori sono separati e uno adotta diciamo le tecniche giuste e l’altro quelle sbagliate??cosa puoi fare il genitore che le adotta x evitare che il suo lavoro nn sia vano????

Maria Letizia Fiori

L’unica cosa da fare in caso di separazione è tenere separati gli aspetti del disaccordo tra marito e moglie dalle strategie educative, ma mi rendo conto che è difficile, perché quando un genitore vede il figlio più raramente tende a “viziarlo”. Se proprio non si va d’accordo, perché non mostrare direttamente questo articolo, che oltre l’aspetto scientifico, offre sicuramente dei consigli pratici che trasudano buon senso ad ogni parola? Comunque il lavoro non va sprecato perché il bambino/ragazzo si fida di chi non lo disorienta e troverà in te un punto di riferimento. Anche se poi con il papà le cose vanno diversamente :-))
Lety

Salve. Mia figlia sembra presentare alcuni dei comportamenti che voi descrivete. Ha 8 anni e fin da piccola ha mantenuto un atteggiamento “da ribelle”. Ogni nostra richiesta (“Vai a lavarti le mani”, per es.) deve essere ripetuta più volte ma spesso senza risultato. Allora bisogna prenderla per mano e accompagnarla, ma lei rifiuta. Le abbiamo tagliato la frangetta più volte, ma si ostina a spostare i capelli più lunghi davanti al viso, anche quando è a scuola, dove spesso inizia un lavoro per poi distrarsi e parlare. Invece di chiedere un permesso, per esempio per andare da una vicina, parte da sola. Oppure, al nostro ennesimo diniego, fa di testa sua. Non è aggressiva, ma non ubbidisce ed esaspera le nostre giornate. Mantiene questo atteggiamento anche con i nonni, mentre a danza è bravissima e ascolta l’insegnante. Non sappiamo più che fare, è molto distratta e non riesce a concentrarsi a scuola e a casa, dove termina i compiti anche dopo ore e solo sotto nostra sollecitazione. Abbiamo anche consultato una psicoterapeuta, ma non ha riscontrato un DOP e dice che ogni bambino ha bisogno di esprimere se stesso. Potete darmi qualche consiglio? Grazie fin d’ora.

Io sono mamma di Marco 8 anni diagnosticato adhd ,e’ seguito da 5 da psicologa , 2 neuropsichiatra di due centri diversi ,ha eseguito psicomotricita’ e adesso sta facendo un percorso psicoeducativo.Le neuro, che si sono consultate tra loro mi hanno consigliato di fargli assumere il ritalin,che nio marito e’ in disaccordo di fargli assumere.Non che sia contenta neanche io ma la situazione non e’ delle migliori le sto provando tutte e penso che si dovrebbe provare almeno sei mesi questo farmaco ,che come dice mio marito e’ droga .Marco e’ un banbino che di regole non ne vuole sapere,comanda,autoritario,impone i suoi giochi e spesso con il suo atteggiamento viene escluso ,non vuole fare i compiti ,si rifiuta di scrivere a scuola ,adesso ho richiesto la certificazione e l’insegnante di sostegno, ogni giorno arrivano cose scritte dalle maestre ,la settimana scorsa ha allagato i bagni della scuola .Sono avvilita ,demoralizzata e in caso di ritalin non ho il supporto dal marito .cosa posso fare? mamma disperata

Cara Sonia, capisco la tua esasperazione. In linea di massima io sono contraria ai farmaci, credo che debbano essere l’ultima spiaggia, ma bisogna valutare sempre caso per caso. Le posizioni per partito preso non funzionano mai. Una sola volta mi sono sentita in dovere di consigliare il farmaco, perchè il bambino in questione si metteva continuamente in pericolo di vita, in generale credo sempre che bisognerebbe prima provare tutte le alternative possibili. Il problema del farmaco, credo, sta nel fatto che non aiuta il bambino ad autoregolarsi, poichè è un agente esterno che lo “frena”, per cui parte un circolo vizioso tale per cui il bambino, che già non sa autoregolarsi, non ha occasione di sperimentare in maniera autonoma le sue capacità o fare i conti con i suoi limiti in modo da trovare delle alternative. Diverso è il caso in cui, come ti dicevo, a fronte di altri tentativi falliti, il farmaco viene preso in considerazione come “stampella temporanea” e inevitabile, poichè non il bambino ha raggiunto livelli di perdita di controllo tali, che c’è necessità di agire con forza prima sul contenimento. Dovrebbe però essere sempre integrato con un intervento psicologico teso a favorire l’autocontrollo. In sintesi, non conoscendo il caso specifico non saprei cosa consigliarti, cerca di capire bene perchè ti stanno suggerendo questa strada e se realmente ritengono che non ci siano alternative. Cerca di fidarti delle persone che seguono tuo figlio, sono convinta che stanno cercando di fare il meglio per lui, solo così potete trovare insieme la giusta soluzione. Fammi sapere. Un abbraccio

E’ scritto malissimo! E’ forse tradotto?

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