Bambini ad Alto Potenziale o Plusdotati. Come aiutarli?

Bambini ad Alto Potenziale o Plusdotati. Come aiutarli?

Vengono chiamati bambini ad Alto Potenziale Cognitivo (APC) o plusdotati. Al contrario di quanto si possa pensare, non hanno una vita facile, poichè lo sviluppo emotivo non sempre va di pari passo con quello cognitivo e spesso non vengono riconosciuti. In questo video, scopriamo chi sono, come riconoscerli e quali sono i principali problemi che possono avere, attraverso la voce di esperti e genitori.

% Commenti (4)

Da tempo sono interessato a questo problema.
Purtroppo la BUONA SCUOLA non lo considera, perchè non è una scuola nuova, ma vecchia di secoli.
Tratterò ancora la problematica nella mia rivista digitale:
http://www.edscuola.it/dida.html

Salve, ho ascoltato le info contenute sul video e credo che i miei figli rientrino in questa tipologia di bambini, ma non ho ben compreso come noi genitori possiamo concretamente aiutare questi bambini ad integrarsi nella scuola pubblica italiana che frequentano. Il mio secondo figlio (8 anni, IV classe primaria) ad esempio è costantemente preso in giro dai compagni e la maestra dice che deve imparare ad accettare la cosa, anche se per lui è difficile, perche’ tanto non fa fatica nelle attività scolastiche che invece richiedono sforzo agli altri suoi compagni!
posto che per noi è impossibile trasferirci all’estero e che abbiamo già segnalato il problema alle insegnanti, cos’altro possiamo fare?
Sarò grata se vorrete darmi qualche consiglio
Buon lavoro!

Buongiorno Anna, i bambini ad Alto Potenziale non hanno vita facile, al contrario di quanto si possa pensare, anche perchè non sempre la crescita emotiva va di pari passo con quella cognitiva. Però è possibile sicuramente cambiare la prospettiva intorno a loro ed aiutarli finalmente ad essere risorsa per tutti. Rispetto alla scuola, le insegnanti potrebbero valorizzare le potenzialità di tuo figlio, coinvolgendolo, ad esempio, nelle spiegazioni o organizzando lavori di gruppo in cui lui possa essere risorsa per i compagni. In un recente convegno che si è tenuto a Roma su questi bambini, Maria Assunta Zanetti, massima esperta in Italia sull’argomento, ha sottolineanto come l’apprendimento cooperativo possa essere uno strumento di inclusione anche per questi bambini. Insomma questi bambini sono una risorsa per tutti e come tali andrebbero trattati e valorizzati. Facci sapere. Un abbraccio

Anche mio figlio ha imparato a leggere da solo a 4 anni e quando ha iniziato la scuola era più avanti degli altri bambini in tutto.Purtroppo ha trovato una maestra che non sa insegnare (ora mio figlio è in quinta e la maestra insegna ancora cose di terza elementare..),oltretutto gli ha fatto passare la voglia di studiare,non lo ha mai incoraggiato,anzi! Un anno addirittura era arrivata a dirgli che il voto massimo che poteva dare era 8.Con me ha sempre evitato di parlare,o meglio,di lasciarmi parlare…cose assurde.Una volta ha detto addirittura che i bambini dovevano essere alla pari,ovviamente con il consenso delle altre mamme! Solo in seconda elementare,quando questa insegnante è rimasta a casa in gravidanza e con le altre maestre,mio figlio è stato valutato per ciò che sapeva fare.Purtroppo sono ragazza madre e per vari motivi e difficoltà non ho potuto cambiargli scuola.L’anno prossimo inizierà la scuola media,ma in questi anni ha perso l’autostima e la voglia di impegnarsi,visto che si è sempre sentito incompreso dall’insegnante. E.M.

Lascia un commento

× Contattaci su WhatsApp