[fusion_text]Rientro a scuola: 4 cose da fare per aiutare i bambini nel distacco

paura-della-scuoladi Anna La Prova

Il rientro a scuola per molti bambini può essere un momento particolarmente stressante, poichè coincide con la fine di un periodo di vacanza, caratterizzato dalla presenza più o meno costante dei genitori, e con l’inizio di un periodo in cui dovranno confrontarsi con più doveri e con un rispetto delle regole più strutturato. Per alcuni bambini, però, il rientro a scuola può essere particolarmente stressante poichè fanno un po’ più fatica degli altri nel distaccarsi dai genitori. E’ importante allora che genitori  sappiano come aiutarli, in modo da far sì che questo momento resti appunto solo stressante e non diventi traumatico, nè occasione per favorire un evitamento, al fine di proteggere il bambino dal disagio, che però porterebbe solo ad indebolirlo.
Ci tengo a chiarire subito un aspetto centrale:  i bambini devono imparare a fare i conti con lo stress e con la frustrazione del non poter fare ed avere tutto ciò che vogliono, compreso il disagio di non poter provare sempre emozioni positive.  Vivere situazioni frustranti, infatti, rinforza i bambini e non il contrario! Spesso mi ritrovo a parlare con genitori, tra le famiglie che seguo, che tendono a pensare che far vivere ai propri figli situazioni spiacevoli possa traumatizzarli. In realtà gli sforzi, le difficoltà, la frustrazione, se ben calibrati e adeguati naturalmente, non fanno male, ma al contrario rinforzano le capacità del bambino e aumentano la sua autosima.

Abbiamo erroneamente creduto, anche a causa di correnti psicologiche mal interpretate, che l’autostima dei nostri figli si favorisca con il dire loro che sono bravi, complimentandosi perchè sanno fare delle cose. Sbagliato: l’autostima dei nostri figli aumenta quando riescono a fare da soli e a superare le difficoltà. Certo il complimentarsi perchè ci sono riusciti è importante, non fa che mettere la ciliegina sulla torta, ma il fattore centrale che fa sì che un bambino si senta capace e forte, è dato dalla possibilità di verificare che questo sia vero.

Tornando alla scuola: per alcuni bambini che fanno fatica a sperimentare la frustrazione di stare lontano dai genitori, o semplicemente di dover stare a delle regole condivise, il rientro a scuola può rappresentare un problema. E allora vediamo come possiamo aiutare i bambini (e i genitori) che restano attaccati piangenti alla gamba di mamma sul cancello della scuola, con tutta una serie di conseguenze intuibili.
PRIMO: Avere fiducia. E’ fondamentale che  il genitore si fidi delle persone a cui affida il proprio figlio, perché i bambini avvertono se la propria mamma o il proprio papà sono “tranquilli” nel lasciarlo oppure no. A questo scopo sarebbe opportuno riuscire a conoscere in anticipo gli insegnanti, se non è stato possibile, chiedere un colloquio conoscitivo a breve termine, con il semplice scopo di conoscersi. Infatti, più il genitore conosce, più si fida e più riuscirà a trasmettere al bambino  il messaggio “Ti lascio in buone mani”.
SECONDO: comprendere e rassicurare. E’ fondamentale non criticare o deridere  il  disagio del bambino (anche se a noi sembra che abbia paure infondate), con frasi del tipo “Smettila dai che non è nulla di così drammatico, sei grande ormai!”. Sarebbe auspicabile, invece, farlo sentire compreso con frasi del tipo “Capisco che non vorresti lasciarmi, adesso ti senti triste, ma pian piano starai meglio e ti abituerai”. Frasi di questo tipo trasmettono al bambino 2  messaggi importanti: “ E’ normale ciò che provi e puoi provarlo” e allo stesso tempo “Mi fido che tu ce la puoi fare a superare la situazione, sei abbastanza forte per farcela!”
TERZO: evitare di fargli saltare la scuola. E’ deleterio per il bambino toglierlo dalla situazione frustrante, per poi riportarlo dopo qualche giorno. Primo perché significa fargli rifare lo sforzo emotivo tutto da capo, inoltre perchè trasmetteremmo il messaggio “Si effettivamente è una situazione troppo stressante per te, così tanto che devo portarti via”, rendendo il ritorno a scuola ancora più spaventoso e la percezione di se stesso come debole e incapace ad affrontarlo.

QUARTO: fidarsi delle capacità del bambino. I bambini sentono quanto i genitori si fidano di loro, spesso si sentono capaci se i genitori credono che lo siano e al contrario possono percepirsi deboli  se si accorgono che i genitori hanno dubbi sulle loro potenzialità. Per riuscire a trasmettere loro messaggi di fiducia, può funzionare ripetere a se stessi che “Ce la farà, ha tutte le capacità per farcela”, anche quando ci sembra davvero molto difficile. Per le persone più “visive”, può funzionare anche utilizzare le immagini: provate a visualizzare  un futuro positivo, ossia  immaginate vostro figlio quando tra 3 mesi sarà riuscito ad ambientarsi e mantenete questa immagine nella vostra testa quando lo si accompagna, può aiutare molto a trasmettergli l’idea che “mamma e papà credono che io ce la farò e che tra un po’ starò meglio”, con una carezza all’autosima non da poco.

 

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